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www.correggia.com - by Luca Correggia

 

 

TEATRO -  

 

Luca è San Bonaventura nel "Paradiso" di Dante Alighieri: Bergamo - città alta - Chiostro di S. Francesco - giugno/luglio 2003  (regia Oreste Castagna)

Altre parti teatrali: Mercuzio (nel "Romeo e Giulietta" di Shakespeare) -- il cappellaio matto (nell'Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol) - Cinesia (nel Lisistrata di Aristofane) - il direttore del manicomio di Chareston (nell' "assassinio di Marat ad opera di Charlotte Corday" - Peter Weiss)

 

Paradiso di Dante canto 12 S. Bonaventura

Chiostro San Francesco. Bergamo Città alta. Spettacolo teatrale La Divina Commedia - Paradiso - Regia di Oreste Castagna (teatro Prova).
Nella interpretazione del canto XII data dal regista all'attore San Bonaventura entra in scena e parla di San Domenico di Guzman e della decadenza dei francescani.
In questa versione S. Bonaventura da Bagnoregio è piuttosto duro e a tratti diviene caricatura di se stesso. Se in Dante la chiesa ha il ruolo che descrive nella commedia, oggi c'è una certa critica verso quella chiesa spesso dura e aggressiva.
San Bonaventura esorta San Domenico nella parte finale uscendo dalle parole dantesche e d'imperio comanda a San Domenico di liberare la chiesa. LIBERA LA CHIESA LIBERALA

Lisistrata. Cinesia e Mirrina

Tratto dal Lisistrata di Aristofane Bergamo (Regia di Silvia Barbieri). Teatro San Giorgio (Teatro Prova). Lo sciopero del sesso delle donne contro gli uomini è in fase avanzata. Ma Cinesia  non ci sta e cerca di convincere Mirrina. Ma finché gli uomini continueranno a fare la guerra, le donne sciopereranno.

 

Lisistrata. Lotta tra uomini e donne

Parte centrale del Lisistrata, commedia di Aristofane rivisitata al Teatro san Giorgio di Bergamo (Regia di Silvia Barbieri).
Gli uomini sono stufi e arrabiati di questo sciopero del sesso. E' venuto il tempo di rimettere le cose al posto.
Uomini e donne si guardano in cagnesco e si sfidano. "Ma se siamo uomini con i coglioni dobbiamo difenderci: giù le tuniche" è il grido degli uomini. Ma almeno in questo round le donne continuano a spuntarla.
 

Lisistrata Pace donne Uomini

Bergamo - Teatro san Giorgio (teatro Prova). Regia di Silvia Barbieri
Scena finale di Lisistrata, commedia di Aristofane. Uomini e donne fanno finalmente pace e le donne terminano lo sciopero del sesso e finisce come deve finire, dopo un bel po di astinenza.
 

Romeo e Giulietta Mercuzio e la Regina Mab

Bergamo Teatro san Giorgio. Esercizio interpretativo su Mercuzio  amico di Romeo. Mercuzio, nel famoso monologo della Regina mab prende in giro l'amore con molto sarcasmo. In questa interpretazione, il sarcasmo di Mercuzio si avvicina al limite della follia. La follia di chi non ha conosciuto l'amore ma muore per esso.

Esercizio di danza, tango stangato di Luca Correggia

Teatro - esercizio di danza. Un tango Stangato - di Luca Correggia - Teatro San Giorgio Bergamo (Teatro Prova)

 
Esercizio di mimo, allucinazione e afa

Un esercizio di mimo fatto da Kocis e Luca al teatro San Giorgio di Bergamo.
Si tratta di pura improvvisazione. D'altronde è solo un esercizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DIZIONE

La dizione è insieme alla respirazione una delle prime cose da imparare per fare teatro o per capire la bravura di un attore.

In effetti la dizione permette la corretta pronuncia delle parole. Uno degli errori più comuni nella pronuncia è è la chiusura o apertura delle vocali "e" ed "o". Mentre molti sono convinti che esistano solo 5 vocali, in realtà ve ne sono ben 7

a - è - é - i - ò - o.

Vediamo, a tal proposito i casi in cui si usa la e chiusa (é)

1) nei nomi terminanti in éccio, éfice, éggio, éggia, éguo, égua, énno, énne, énni, ésa, ése, éso, ésimo, éssa, éssi, ésse, éssero, ézza, ézzo, (diléggio, difésa, inglése, dottoréssa, carnéfice, casaréccio, téso, cénno, sénno, vénne, diléguo);

Eccezioni - règgia, seggio, pèggio, tèsi, crèsima, prèzzo, pèzzo, mèzzo, disprèzzo, rènna, perènne, infinitèsimo, transènna, numeri ordinali in esimo;

2) negli avverbi che terminano in ménte (liberaménte, sinceraménte, praticaménte);

3) nei nomi terminanti in ménto e ménta (struménto, argoménto, moménto, sentiménto, ménta);

Eccezioni: voci del verbo mentire

4) negli aggettivi in ésco ed évole (fiabésco, arrendévole, studentésco);

5) nei monosillabi - (ché, mé, né, sé, ré (sovrano), té, tré, pér);

Eccezioni: rè (nota è aperto)

6) nei polisillabi tronchi in ché (perché, affinché, giacché, anziché);

7) nell'infinito dei verbi che terminano in ére;

8) nei pronomi personali (égli, élla, ésso);

9) nelle preposizioni articolate (délle, dégli, négli, nélle, pér);

10) negli aggettivi dimostrativi (quésto, codésto, quéllo);

11) frasi terminanti in ésc_ (tedésco, ésca, pésca sportiva);

Eccezioni - pèsca (frutto), èsca (voce del verbo uscire);

12) diminuitivi e falsi diminuitivi terminanti in étto ed étta (casétta, vicolétto);

13) verbo mettere e derivati (mésso, dimésso, compromésso, ammésso, commésso);

14) verbi terminanti in éi, ésti, éste, é, émmo, érono, ésse, éssi, éssimo, eséro, éste, éte, éttero, évo, éva, résti, rémmo, réste, rémo, réte (potéi, potréte, potéva, dovémmo, voléssi, faréte, conoscéva);

 

Ed ecco le regole della e aperta (è) che si usa

1) nei dittongi in IE (ièri, chièsa, insième, vièni, diètro, carrièra, pensièro, cavalière, liève, piède, niènte, mièle, dièci, liève, bandièra);

Eccezioni - macchiétta ed ateniése

2) e tonica seguita da una vocale (colèi, idèa, lèi, sèi, trincèa, fèudo, nèi (sostantivo), dèi (sostantivo);

Eccezioni: néi (preposizione) e déi (preposizione), quéi, preposizioni articolate, ei del passato remoto (potéi);

3) e seguita da una consonante e due vocali (assèdio, prèmio);

Eccezioni: e seguita da gui, gua, guo (séguito, tregua) - frégio, sfrégio

4) terminanti in èdine, èll, èmo, èma, ènd, èno, èna, ènnio, ènz, ènt, èrbio, èrno, èrna, èrro, èrra, èrrimo, èrso, èrsa, èrto, èrta, èrte, èrvia, èstr, èsso, èzio, èzia (salsèdine, castèllo, anèllo, tremèndo, agènda, bènda, indènne, perènne, biènnio, lènza, scadènza, contènto, agènte, coerènte, palèstra, adèsso, spèsso, mèsso, regrèsso, ciprèsso);

Eccezioni: stélla, capélli, délle (preposiz.), scéndo, véndo, véndere, pescivéndolo, véndita, paroli terminanti in ménto, stésso, spésso, mésso, ésso.

5) terminanti in èda, ède, èdo, èdi, eca, èco, èche, èchi (biblioteca, paninoteca);

Eccezioni: verbi crédere e vedére - fède

6) aggettivi terminanti in enne, ènse, ènso, èrio, èria (indénne, perénne, venténne, dènso, contènto);

7) nomi geografici e di persona terminanti in en (Rumèno, Rèno, Iréne);

8) numerali terminanti in èsimo (quarantèsimo, ennèsimo);

9) verbi condizionali in èbbe, èbbero, èi (vorrèi, vorrèbbe, vorrèbbero);

10) infiniti in èndere (difendère, rendère);

eccezioni: scendere, vendere

11) verbi terminanti in ètti, ètte, èttero (dètto);

12) parole tronche di origine straniera (bignè, caffè, tè);

13) parole di origine straniera terminanti con una consonante (hotèl, rècord);

 

i casi in cui si usa la o chiusa

1) nelle parole terminanti in ogno/a (menzogna,vergogna, bisogno. sogno, cicogna)

2) nelle parole terminanti in oio/a (corridoio, accappatoio, vassoio, rasoio, corridioio)

eccezioni con la o aperta nòia, giòia

3) nelle parole terminanti in oce (croce, foce, feroce, veloce, noce, voce)

eccezione - precòce, dittongo uo - nuoce, cuoce

4) nelle parole terminanti in one/o/a (cotone, bottone, perdono, missione, nazione, calzone)

eccezioni - testimòne, tròno, còno

5) nelle parole terminanti in ore/a (attore, colore, dolore, amore)

eccezioni - dittongo uore/a - cuòre

6) nelle parole terminanti in oso/osa (afoso, fiducioso, misterioso)

eccezioni - còsa, pòsa, ròsa

7) nelle parole terminanti in ovo/a/e/i (rovo, altrove, dove)

eccezioni - alcòva, bòve, tròvo, pròva

7) nei monosillabi terminanti con una consonante (con, non)

eccezioni - sòl, dòn

8) nelle parole terminanti in ondo/a (fondo,sonda, onda)

9) nelle parole terminanti in onto/a/e (monte, ponte)

10) nelle parole terminanti in orno/a (ritorno, giorno)

eccezioni: còma, pòmo

9) nei pronomi personali (noi, voi, loro)

 

ed ecco i casi in cui si usa la o aperta

1) nei dittonghi in UO (cuore, suono, uomo, luogo, tuono, scuola, vuoi, nuora)

eccezioni: liquore, languore e terminanti in uoso (affettuoso, lussuoso)

2) nelle parole terminanti in OCCIO/A (cartoccio, roccia, bamboccio)

eccezioni: goccia, doccia

3) nelle parole terminanti in OSI (artrosi, ipnosi)

4) nelle parole terminanti in OTTO/A (botto, cotta, grotta, salotto,dotto)

eccezioni: ghiotto, sotto, rotto e derivanti dal latino ducere (indotto, condotto, ridotto)

5) nelle parole terminanti in OZZO/A (tozzo, cozza, nozze, carrozza, tinozza)

eccezioni: rozzo, mozzo, pozzo, singhiozzo, gozzo

6) nei vocaboli tronchi terminanti in O (falò, cercò, pedalò)

7) nelle parole terminanti in IOLO (figliolo, vaiolo)

8) nelle terminazioni verbali  terminanti in OLSI, OLSE, OLSERO (colsi, sciolsi, volsero)

9) nelle parole terminanti in OZIO (equinozio, ozio, negozio)

10) nelle parole terminanti in SORIO (accessorio, provvisorio)

11) nei monosillabi (so, do)