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APPUNTI
DI VIAGGIO - By Luca Correggia
Consigli per la salute del turista - vaccini e prevenzione
YUCATAN - MESSICO
Appunti dal viaggio di nozze - ottobre 2002: Troverete appunti sui siti archeologici Maya (Cobà, Uxmal, Chichen Itza), sul mare di Cancun e Playa Maroma, ma soprattutto la cucine e le ricette messicane.
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Atterrati di sera a Cancun dopo 11 ore di volo e dopo aver smaltito le 7 ore di differenza di fuso orario, ci siamo recati al villaggio Ventaclub Playa Maroma, villaggio all inclusive. Dopo i giorni di mare (ne parlerò dopo) si parte per il tour a Cobà – Uxmal e Chichen Itza siti archeologici dei Maya. I Maya ( 600-1400 d.c.) crearono complessi sistemi matematici ed astrologici, furono maestri di urbanistica e produssero un'architettura ricca di decorazioni. Durante il viaggio si è notata in maniera forte la contrapposizione nel paese tra ricchezza (ville sfarzose) e povertà (capanne). |
Primo giorno - Cobà dei tre siti archeologici è stato quello meno bello, vide la sua creazione intorno al 600 ma è stato scoperto solo recentemente. Fu al centro di un complesso sistema viario: le sacbeob, 40 strade lastricate in pietra, larghe anche 10 m, che si irradiavano da Cobá per oltre 110 km unendola a Xatunà. Con ogni probabilità erano via sacre che facevano parte del complesso sistema astronomico che attorniava ogni centro maya.
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Il gioco della pelota |
Le piramidi sono in gran parte avvolte da alberi e radici, secondo gli archeologi devono ancora essere riportate alla luce 6500 costruzioni. La superficie sulla quale è disposto Cobà è molto ampia, costringendo a "lunghe" camminate (nella foresta con il 90% di umidità...) tra un ritrovamento e l'altro. Nonostante il gruppo si sia armato di spray antizanzare, molti vengono colpiti ed in pochi minuti le gambe sono zeppe di punture. Io e la mia signora eravamo attrezzati con lo spray più potente del gruppo ed inoltre eravamo coperti. |
Secondo
giorno - Uxmal
Il
monumento più noto di Uxmal è la Piramide
dell’indovino. La piramide attuale è frutto di quattro sovrapposizioni culminanti
in un tempio a tre vani; le facciate esterne presentano un decoro geometrico
(forse una trasposizione artistica del regolare susseguirsi delle scaglie sul
corpo di un serpente), mentre la facciata principale è ornata da un’ampia scalinata
a tre rampe e da mascheroni del Dio Chac. Fatto curioso della piramide
dell’indovino è che se davanti l’ingresso si battono le mani, si sente un eco
molto simile al cinguettio di un uccello.
Poco
lontano si trova il Quadrilatero delle monache, erroneamente scambiato
per un chiostro conventuale dai conquistadores spagnoli: in effetti, le 88 camere
di piccole dimensioni distribuite nelle quattro ali dell’edificio ricordano
le celle monacali della tradizione cristiana. Le facciate prospicienti il cortile
hanno decorazioni geometriche costituite da spirali di serpente, scaglie di
crotalo, maschere di Chac e figure a tutto tondo (probabilmente sacerdoti praticanti
l’automutilazione in onore della divinità) con lo scopo di propiziare la pioggia.
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A
sud si trova la Casa delle tartarughe: in questa costruzione
l’ornamento è costituito da piccole tartarughe stilizzate che si succedono
ordinatamente al di sopra del fregio di colonne affiancate. Poco oltre sorge il Palazzo del governatore,
ritenuto da molti studiosi il complesso più armonioso ed elegante di
tutta la mesoamerica: consta di un corpo centrale e di due sezioni staccate,
collegati da passaggi coperti in cui si notano due pseudoarchi maya. |
Terzo
giorno – Chichen Itza
Attualmente
la zona archeologica di Chichen Itzà comprende circa trenta costruzioni
visibili, sulle oltre cento che si sospetta siano ancora immerse nella boscaglia.
Qui vi è il più grande campo del Juego de la Pelota (gioco della Pelota).
L’area da gioco è costituita da un rettangolo delimitato da due muri alti e
paralleli, al cui centro, in alto sono inseriti due anelli di pietra in cui
giocatori-officianti dovevano lanciare la palla servendosi solo di fianchi,
gomiti e ginocchia. L’ ampia superficie muraria è adornata di bassorilievi rappresentanti
scene di gioco e di sacrificio, mentre le estremità del campo sono costituite
da due tribune. In alto le postazioni degli arbitri. Con il gioco della Pelota
il perdente veniva sacrificato agli dei, ma non a Chichen Itza, dove era chi
vinceva ad essere ucciso, ma era per lui un onore essere sacrificato agli dei.
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L’edificio più importante dell’intero complesso è il Castillo (nome improprio dato dagli Spagnoli) che domina la piana: la piramide visibile racchiude in sé una costruzione precedente, alta 17 metri, sormontata da un tempio a due vani in cui sono stati ritrovati una statua di Chac-Mool e il trono/giaguaro in pietra. Il monumento, oltre a essere un luogo di culto, funzionava come una gigantesca meridiana che assolveva alle necessità pratiche della popolazione: per i contadini vi erano i suggerimenti dei sacerdoti astronomi per sapere quando seminare e sfruttare così i possibili periodi di pioggia, mentre per i naviganti erano indispensabili informazioni sulle fasi lunari e sulle eclissi per evitare le tempeste. |
Il
rilevamento della posizione del sole nei confronti della piramide risponde contemporaneamente
a un criterio di alta spettacolarità:nei giorni equinoziali (al tramonto) uno
straordinario gioco di ombre sul corpo della piramide delinea il profilo di
un gigantesco serpente lungo la scalinata principale del tempio.
Di fronte al Castillo si trovano il Complesso delle mille colonne e il Tempio dei guerrieri. Quest’ultimo deve il suo nome al guerriero in costume tolteco. Le mille colonne sono le rovine di immensi saloni ipostili. Le colonne in pietra sono costituite da fusti squadrati o rotondi, spesso scolpiti in bassorilievo.
Il Mare:
Cancun
Cancun
è una città sorta negli anni settanta praticamente dal nulla e costruita secondo
i dettami del turismo americano che voleva una seconda Acapulco. Si compone
di una zona periferica molto estesa e della cosiddetta "zona hotelera",
ovvero di una lingua di terra lunga 22 chilometri e larga 500 metri, prospiciente
il mare e la laguna (piena di coccodrilli che spesso si fanno un giretto nei
lussuosi campi da golf), completamente "ricoperta" da alberghi più
o meno grandi e lussuosi e da centri commerciali (mall) uguali a quelli che
si potrebbero trovare a Miami o a Los Angeles. Di Messico ha ben poco, sembra
di essere negli States.
Il
Mare: Playa – Maroma
Eccezionale,
soprattutto la spiaggia, bianca, finissima. La cosa spettacolare è che non ci
si scotta mai su di essa, neppure quando il sole è più forte. Qualcuno ha riferito
che ciò è dovuto al fatto che la sabbia è composta anche da corallo e che è
parzialmente organica. Quindi le passeggiate a piedi nudi sono tranquille, beh
fino al tramonto quando arrivano le zanzare assieme a qualche avvoltoio. Durante
il giorno, invece, si possono notare tante buche fatte dai granchietti, innumerevoli
ma innoqui, sulla battigia, tante uova di pesce, per la contettezza degli uccelli
che si fanno scorpacciate. Vi è anche la barriera corallina, ma le leggi locali
non consentono di avvicinarsi troppo ai turisti.
Un posto ancora incontaminato (o quasi)
La
Cucina
E
qui vi volevo, vi inserisco alla fine le ricette parlandovi della cucina, con
tacos e tortillas in testa. Una curiosità, volete sapere l’ingrediente segreto
usato per le tortillas? La calce viva. Si proprio quella che si usa in edilizia.
Poiché l'alimentazione locale è basata sul consumo di mais, e povera di altri
elementi nutritivi, la calce viva preserva dalla pellagra. Ma tranquilli, la
maggior parte delle ricette di tortillas non la contengono. Ecco qualche termine:
Chili
in polvere: peperoncino tritato e macinato
Fajita:
piatto a base di manzo o pollo o frutti di mare cotto su piastra
Guacamole:
Salsa cruda a base di avogadro (più avanti la ricetta)
Habanero:
il peperoncino più piccante
Nachos:
Tortillas tagliate a triangoli e fritte
Quesadilla:
Focaccia ripiena a base di mais, farcita e fritta
Tortillas:
Un parente del pane a base di farina, simile (ma solo simile e senza strutto)
alla piadina
Tostada:
Tortilla di farina gialla fritta e ricoperta di fagioli o manzo, formaggio
RICETTE:
GUACAMOLE
(6 persone
3
avocado
1
pomodoro piccolo
1-2
peperoncini rossi sminuzzati
1
cipolla tritata piccola
1
cucchiaino di coriandolo fresco tritato
1
cucchiaio di succo di limetta (molto simile al limone)
2
cucchiai di Yogurt Greco
1-2
gocce di Tabasco
Aprire
gli avogado, eliminare buccia e nocciolo, poi tagliarli e schiacciarli con una
forchetta. Aggiungere il pomodoro tagliato a dadini e privo di semi. Aggiungere
peperoncini, cipolla tritata, coriandolo, succo di limetta, Yogurt e salsa Tabasco.
Cospargere con pepe nero macinato.
Attenzione
la salsa deve essere servita immediatamente o conservata in frigo fino a un
max. di due ore. Prima di portarla in tavola toglierla dal frigo almeno 30 minuti
prima. La salsa si deteriora facilmente
TORTILLAS
di farina bianca (N. 12)
375
GR. Di farina
1
cucchiaino di sale
80
ml. Olio
250
ml. acqua tiepida
Setacciare
la farina e 1 cucchiaino di sale in una ciotola capiente, unire l’olio e fino
a 250 ml. Di acqua tiepida e amalgamare fino a formare un impasto morbido. Trasferire
il tutto su un piano ed impastare per 5 minuti finché la pasta non diventa omogenea.
Lasciare riposare per un ora coperta in una terrina. Prendere l’impasto, fare
delle palline e schiacciarle leggermente, poi trasferirle su una superfice infarinata
e stenderle a formare un cerchio di circa 20 cm. Riscaldare una padella dal
fondo spesso e cuocere la tortillas per un minuto per lato, tenendola premuta
se dovesse gonfiare. Lasciare raffreddare. Si possono anche surgelare. Prima
di servirle, bisognerebbe scaldarle. COLESTEROLO 0