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APPUNTI
DI VIAGGIO - By Luca Correggia
SARDEGNA (Palau - Arcipelago della Maddalena - Gallura - Tempio Pausania)
Si parte.
Dopo ben 11 ore di traghetto ecco Olbia.
Per il soggiorno ho scelto un residence a Palau, in Gallura.
La località è Costa Serena nel golfo Puddu
vicino costa Rafael.
La sabbia di Palau ha un colore rossiccio, niente di speciale. Alcune spiaggie
della Calabria sono molto più belle. E’ comunque una questione di gusti.
Personalmente preferisco le spiaggie più bianche stile Tropea. Anche
il mare non è granché. I fondali pieni di alghe lo rendono di
un colore blu scuro.
I tratti di costa sono invece bellissimi. Basta una piccolo escursione in canoa
per andare nell’isolotto del golfo o in piccole spiagge solitarie.
Tra le note negative i soliti Yacht dei
ricconi che rovinano la visuale del golfo e sporcano il mare.
Nei dintorni si segnala l’Isola dei Gabbiani alla quale si accede da una sottile
striscia di spiaggia. L'isola dei gabbiani è meta preferita dei serfisti.
Il primo itinerario è lungo la costa. L'arrivo è a Santa
Teresa di Gallura, paese con una bellissima vista sul mare. Molte rocce
ed una sola spiaggia.
La seconda escursione è
all’arcipelago della Maddalena. A bordo dell’imbarcazione "Il
Vagabondo" si ammirano le bellissime isole dell’arcipelago.
Si parte da Palau e si costeggia l’isola della Maddalena per avvicinarsi tra
le Bocche di Bonifacio alla bellissima isola di Budelli.
La spiaggia rosa |
L’isola
è famosa per la spiaggia rosa, veramente incantevole. Il colore
rosa è dato dai coralli che si depositano sulla sabbia. Ma non
è possibile accedervi. Purtroppo la spiaggia è chiusa ai
bagnanti per colpa dei soliti turisti incivili che tornavano a casa portando
con se la sabbia. Per evitare che la spiaggia scomparisse è stato
adottato il divieto di accesso e balneazione. |
Vicino l’isola di Budelli vi
sono quelle di Razzoli e Santa Maria. In mezzo alle tre isole il Porto della
Madonna conosciuto con il nome di "Le Piscine Naturali".
Qui l’acqua ha un colore verde smeraldo. D’obbligo un tuffo.
Si passa qualche oretta nell’Isola di Santa Maria. Ed ecco
finalmente la spiaggia bianca e compatta. Sembra di essere ai Caraibi, mancano
solo i pesci tropicali, gli avvoltoi, le tartarughe e le innumerevoli buche
sulla bianca sabbia. Ne approfitto per un bagno.
Dopo la sosta si va a sud verso un’Isola chiamata Spargi. E’
metà di proprietà demaniale e metà privata. Qui le spiagge
bianche abbondano ed in più il vento sardo sembra si sia divertito scolpendo
le rocce. In località Cala Corsara di Spargi vi sono
sculture della natura assolutamente da vedere: la testa della strega
ed il cane bulldog.
Dopo aver visto le coste della Gallura è il momento dell’entroterra.
A Palau parte il trenino verde del WWF che arriva fino al centro
della Gallura ovvero Tempio Pausania. Prima di arrivare a destinazione
il trenino si ferma per circa 10 minuti al lago di Liscia.
Da vedere a Tempio la stazione con le antiche ed originali carrozze, l’ex convento
dei Frati Scolopi ed il complesso termale di Rinaggiu. Ma la visita senza dubbio
più importante è quella ai Nuraghi Majori.
I nuraghi sardi sono edifici monumentali millenari collegati alle civiltà
megalitiche del bacino del Mediterraneo. Le strutture architettoniche sono costituite
da torri a 2 piani a forma di tronco di cono, realizzate con pietre di notevoli
dimensioni, disposte a secco in cerchi concentrici sovrapposti che si stringono
verso la sommità. La civiItà nuragica svolse un ruolo importante
nella diffusione della cultura micenea ed il seguito quella fenicia.
Il territorio di Tempio ha moltissimi
boschi di querce da sughero (detto anche l’oro morbido) appena
decortecciato. Nello stadio iniziale l’albero ha come corteccia un sughero non
buono per la lavorazione detto detto sughero maschio. Una volta tolto dall'albero
il sughero maschio e dopo alcuni anni si forma un sughero più spesso,
detto sughero femmina, che è quello utilizzato poi nella lavorazione.
Il sughero è decortecciato da esperti operai chiamati Bucadòri.
Nessuna visita ad una regione si può definire completa se non si gustano
anche le specialità culinarie.
Ottimi i vini (molto alcolici) tra i quali si apprezza soprattutto il Vermentino
ed i formaggi. Ma la specialità sicuramente da me più apprezzata
è la "zuppa gallurese" o "suppa cuatta"
Che cosa è?
Non ve lo dico, lo scoprirete da voi leggendo la ricetta:
Zuppa gallurese (suppa cuatta) - ricetta per 4 persone
Ingredienti: 500 grammi di pane (meglio se di semola dura) o del tipico - brodo di carne - formaggio fresco di vacca tipo cacio cavallo (casizzolu o ispiattadu o peretta) - formaggio pecorino stagionato grattuggiato - olio - spezie (cipolla, basilico, sedano, pomodoro secco, finocchio selvatico, prezzemolo, basilico, pepe, menta, alloro, carota).
Preparazione: Preparare il brodo di carne fresca (non usare assolutamente i dadi). Tagliare il pane con uno spessore di 1 cm ed il formaggio a fette sottili. Tritare su un tagliere le spezie ed il pecorino grattuggiato. Prendere una teglia di circa 10 cm e disporre sul fondo olio o burro per non fare attaccare. Disporre uno strato di pane. Cospargere con il trito di pecorino e spezie. Ricoprire con le fette di formaggio. Continuare gli strati a piacimento fino a terminare gli ingredienti. Versare il brodo caldo finché il pane lo può assorbire. E' fondamentale che il pane sia bene impregnato. Per rendere il pane ben imbevuto farsi aiutare da una forchetta pungendo gli strati. Terminare il tutto con un ultimo strato di formaggio a fette. Mettere in forno caldo e cuocere fino a quando il formaggio non sarà divenuto una crosticina dorata. La zuppa non deve essere né troppa asciutta né troppa liquida. Servire a temperatura moderata.